Coro VOCI DAL MONDO

IL CORO “VOCI DAL MONDO” nasce nel 2008 all’interno di un progetto sociale più esteso che investe la zona vicino alla stazione di Mestre, più precisamente il quartiere di Via Piave.

Negli ultimi anni, infatti, a causa di un forte cambiamento d’identità abitativa e commerciale dovuta all’arrivo di molti stranieri dall’Est Europa, dal Bangladesh e dalla Cina, hanno indotto il servizio Etam - animazione di comunità e territorio delle Politiche Sociali del Comune di Venezia, che si occupa di sviluppo della cittadinanza attiva, ha raccolto la disponibilità di un gruppo di residenti a iniziare un percorso che ha come obiettivo la cura dei luoghi e delle relazioni sociali del quartiere.

La proposta è quindi di creare un’opportunità di conoscenza tra persone con provenienze culturali, linguistiche e religiose diverse, attraverso la MUSICA ed il CANTO.

Coinvolgere Giuseppina Casarin ha permesso la formazione di un laboratorio non orientato alla realizzazione di un coro tradizionale, ma ad un percorso musicale che vedesse i partecipanti coinvolti come primi protagonisti attraverso il canto.

Una strada possibile si è dimostrata essere la musica di tradizione orale con il suo grande valore di rappresentare le radici culturali di ogni popolo e di essere l’ambito in cui ogni popolo può riconoscersi e identificarsi. La musica di tradizione orale nelle sue diverse manifestazioni e a qualsiasi cultura appartenga, ha la stessa natura: nasce dal bisogno dell’essere umano e di ogni comunità di esprimersi, comunicare e raccontarsi.

L’approccio al laboratorio da parte dei partecipanti è stato appunto la proposta di un canto appartenente alla propria cultura come modo attraverso il quale presentare se stessi e un po’ della propria storia al resto del gruppo.

L’atto di approssimazione ad ogni nuovo canto con l’ascolto prima e il cantarlo insieme poi, ha collocato le persone in una dimensione di complicità, di senso di appartenenza e di condivisione. Da questo processo è nata e si è costruita la forza espressiva del gruppo, una grande motivazione a vivere questa esperienza con la consapevolezza del suo valore di testimonianza di convivenza.

Ecco che la musica assume il valore fortissimo di mediazione e di facilitatore di relazione, un’occasione di incontro tra persone, passioni, emozioni, parole, saperi e piaceri. Una musica quindi che lega, che offre la possibilità di riunire le persone e di approfondire conoscenze culturali e sociali. Un’opportunità per scambiarsi le storie e le esperienze, per far conoscere paesi di provenienza e frammenti di vita vissuta qui e altrove. Un modo per raccontare chi siamo e quale futuro possiamo immaginarci, legati da un destino comune.

Partecipano a questa esperienza persone di varie nazionalità: moldava, rumena, ucraina, spagnola, francese e italiana per l’Europa; bengalese, iraniana e kirghisa, per L’Asia; nigeriana, somala e Sierra Leone per L’Africa. In tutto una sessantina di persone che alternano la propria presenza cercando di coniugare impegni di lavoro e 

 

 

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